L’espletamento dell’incarico

A seguito di un Quesito postogli nel corso dell’udienza d’incarico - o formulato dal Magistrato per iscritto nel corso di una precedente udienza e ricevuto tramite ordinanza - il Consulente Tecnico d’Ufficio (C.T.U.) presenta al Magistrato una relazione tecnografica sul documento in verifica, che prende il nome di consulenza tecnica o grafotecnica in sede Civile e di perizia grafica in sede Penale.
In caso di udienza in sede Civile, di fronte al Giudice Istruttore (G.I.) o al Giudice Unico (G.U.) od Ordinario Aggiunto (G.O.A.) il C.T.U. presta giuramento, con la formula  “Giuro di bene e fedelmente adempiere il compito affidatomi al solo scopo di far conoscere al Giudice la verità.” 

In caso di udienza in sede Penale (G.I.P., Giudice del dibattimento, P.M.) il Perito non giura, ma è tenuto al segreto professionale, che in sede penale è segreto istruttorio. 
Se le condizioni giuridiche non sono idonee (rapporti di parentela o precedenti rapporti di lavoro con il soggetto indagato, parte in altri procedimenti in cui il soggetto era implicato) il Consulente deve ricusare l’incarico. 

In sede Civile, nel corso dell’udienza di incarico, il C.T.U. chiede 
* un fondo spese, che il Giudice dispone secondo la propria volontà e può comunque rifiutare; 
* l’eventuale autorizzazione ad esaminare gli originali delle scritture di comparazione presso uffici pubblici e privati e ad acquisirne altri, oltre che a servirsi di un laboratorio specializzato per un esame più approfondito del documento in verifica. 

In sede Penale può chiedere inoltre l’autorizzazione all’utilizzo del proprio mezzo di trasporto o all’uso del mezzo pubblico (treno o aereo, in questo caso maggiorando il biglietto del 5%).
Il Consulente di Parte (Attrice/Convenuta) è avvisato dal proprio Legale dell’inizio delle operazioni peritali, la cui data è fissata dal C.T.U. di fronte al Giudice nel corso dell’udienza di incarico. 
Il C.T.P. ha diritto, nel corso di tale incontro, di visionare i documenti autografi e in verifica e di effettuare su di essi rilievi fotografici e a microscopio e/o scansioni, presenziando all’eventuale saggio grafico, che generalmente si effettua però in sede di udienza di incarico, di fronte al G.I. 

In data d’inizio delle operazioni peritali – alle quali i CC.TT.PP. hanno il diritto e non il dovere di partecipare - il C.T.U. consegna loro copia della documentazione, fissando l’eventuale prosieguo delle stesse, la data di comunicazione delle proprie Conclusioni e quella di consegna delle eventuali Memorie: tutto è registrato tramite Verbale. 
All’interno della propria Richiesta di liquidazione, per gli onorari di ogni consulenza il C.T.U. deve chiedere non più di n. 04 vacazioni (= 2 ore) al giorno. 

Una vacazione corrisponde a Euro 14,68 per la prima e a Euro 8,15 per le successive. 
In caso di urgenza o di particolare impegno dimostrato da parte del Consulente, le vacazioni possono essere raddoppiate a discrezione del Magistrato. 
Nella Richiesta di liquidazione, oltre agli onorari, il Consulente elenca le spese non imponibili (telefonate, fax, corrispondenza, cancelleria, copie, rilegatura, ecc.), oltre al contributo previdenziale del 4% e all’I.V.A. 

In caso di autorizzazione all’uso di mezzo proprio deve allegare il foglio con le distanze chilometriche e le ricevute autostradali, moltiplicando i chilometri della distanza percorsa per Euro 0,25. 
Nel Collegio Peritale con due periti l’emolumento previsto è di 100 più 40, che aumenta sempre di 40 per ciascun partecipante. 
Il lavoro del C.T.P. non è legato a vacazioni.

La falsificazione

La falsificazione di uno scritto/firma può essere diversa:
* a mano libera (pedissequa e libera);
* con l’aiuto di mezzi (lucido, da schermo trasparente o con l’utilizzo di tecniche digitali).
Se l’Imitatore si trova di fronte a una grafia con caratteri lontani dalla propria, o comunque più fluida, effettua un tipo di falsificazione detta pedissequa: in questo caso lo scritto presenta tremori e incertezze, in quanto la mano si arresta spesso per meglio riprodurre le formazioni grafiche.  In caso di falsificazione libera, l’Imitatore si è esercitato in precedenza a riprodurre tale firma, al fine di acquisire velocità e una certa spontaneità. Tuttavia un documento può essere falsificato secondo altri aspetti, ad esempio con:
* l’apposizione di una data successiva rispetto a quella di fabbricazione di un particolare tipo di supporto (secondo una ricerca merceologica, le carte da bollo non superano mai una giacenza di tre anni);
* l’utilizzo di un mezzo scrivente non in commercio in relazione alla datazione;
La data può essere autografa rispetto al testo, o il contenuto riguardo alla firma; infine ci possono essere interpolazioni di mano diversa all’interno di un manoscritto autografo.

In caso di fotocopia, si tenga presente che anche se ci si trova di fronte a uno scritto autografo, questo può essere stati riportato da un originale su una seconda copia tramite lucido o ritaglio.
Oltre al fatto che la fotocopia può essere facilmente manipolata, è bene tener presente che il processo di fotocopiatura altera non solo il supporto (riportando a volte la presenza di granellini di toner), ma anche la struttura delle lettere in caso di scarsa inchiostratura, non permettendo la visione dell’andamento interletterale ed intergrammico e del grado di pressione, soprattutto se lo scritto è stato vergato con inchiostro di colore blu: un ingrandimento non risolve il problema.
L’impossibilità di esaminare tali elementi grafici è da tener presente all’interno delle Conclusioni, le quali sono comunque relative: si può dire, cioè, che la tale scritto appartiene o meno alla mano di un soggetto, ma non se questo sia stata da lui apposto su quel particolare documento, data la mancanza dell’originale.
Nel caso di fotocopia non è infatti possibile dare un giudizio tecnico vero e proprio, in quanto si deve sempre tener presente la possibilità di manipolazione.

Il tremore patologico

Il tremore patologico costituisce un’anomalia esecutiva, ed è uno dei principali elementi che segnalano il degrado grafico insieme all’aumento della lentezza e del calibro, a sbalzi nel tracciamento delle lettere - le quali variano bruscamente l’assialità - alla difficoltà nei collegamenti interletterali ed intergrammici, e all’alterata pressione del mezzo.  Il tremore è dovuto a vecchiaia o a patologia specifica. 

Molte malattie sono infatti riconoscibili da un particolare tipo di tremore – il quale è diverso, ad esempio, in chi è affetto da problemi visivi, dal morbo di Parkinson, da affezioni cardiache o alcolismo - ed appare accentuato o meno a seconda del grado di patologicità.  Il non vedente o la persona con gravi disturbi visivi, ad esempio, tendono a non staccare mai il mezzo dal supporto, al fine di non perdere il percorso del tracciato. 

Come già accennato a proposito della scheda testamentaria, è bene essere in possesso della cartella clinica, non solo al fine di conoscere il tipo di patologia da cui era affetto il de cuius, ma per ottenere le indicazioni terapiche.  Si tenga infatti presente che per qualche ora il tremore può essere diminuito o annullato da psicofarmaci (oasi di ripresa): in questo caso diventa però difficile avere la certezza che il Testatore abbia assunto il farmaco al momento della stesura della stessa. 

A volte il tremore è artificiosamente prodotto: in questo caso evidenzia caratteri di continuità, con pressione generalmente maggiore rispetto a quella presente all’interno della grafia del de cuius. Tuttavia non sempre è facile rilevarlo, in caso la mano dell’Imitatore sia dotata di ottime possibilità grafiche e presenti elementi affini: è quindi necessario osservare sempre nel documento autografo la variabilità di stesura riscontrabile all’interno di lettere uguali. 

Il falso tremore è in genere continuo e privo di quelle scattosità - espresse con un movimento della mano rapido e improvviso - che appartengono alla mano patologica.  Infine è impossibile che una mano con decadimento senile o patologico utilizzi forme grafiche semplificate che non sono mai appartenute al suo modus scribendi, anche se sono più semplici delle proprie.

Svolgimento di una consulenza tecnografica

Modus Operandi:
Seguita dall’allegato documentale, la Consulenza si articola in genere in 7 punti:
 1. Enunciazione del Quesito rivolto dal Magistrato / Legale / Cliente riguardante il documento in verifica
2. Elencazione della documentazione in verifica e comparativa
3. Esposizione della Metodologia peritale che si intende applicare
4. Esame del supporto e del mezzo di scrittura da effettuarsi all’interno del documento contestato tramite l’ausilio di strumentazione ottica ed informatica, al fine di accertare la presenza o meno di anomalie – quali, ad esempio, alterazioni chimiche o meccaniche
5. Comparazione del documento in verifica con gli autografi di confronto i quali devono essere quantitativamente e qualitativamente sufficienti, e possibilmente coevi al documento in contestazione; il confronto è supportato da immagini dimostrative
6. Conclusioni e risposta al Quesito a volte precedute dall’esame commentato delle consulenze di Parte – le quali sono espresse tramite un giudizio quantificato secondo differenti gradi di probabilità o con certezza tecnica.

Si consideri il fatto che la certezza tecnica è diversa da quella matematica, assoluta: pertanto non ha senso fornire una valutazione numerica, traducendo le conclusioni in percentuali. Ciò in quanto il confronto è effettuato tra la contrapposta documentazione che il Consulente ha in suo possesso: nuovi autografi possono a volte apportare elementi che sono in contrasto con le precedenti conclusioni.

Il saggio grafico

Che cos’è il saggio grafico?
Il saggio grafico – che può essere costituito da una serie di sottoscrizioni, scritturazioni o cifre vergate con diverse modalità secondo il suggerimento del Consulente – è in genere rilasciato dall’Indagato / Attore / Convenuto di fronte al Magistrato nel corso dell’udienza di incarico del Consulente Tecnico / Perito d’Ufficio o, in alcuni casi, è ottenuto dallo stesso in una precedente udienza senza la presenza del Consulente.

Può essere effettuato nel caso in cui gli autografi siano quantitativamente e qualitativamente insufficienti per il confronto con il documento in verifica, e costituisce un documento comparativo importante ma spesso non fondamentale, sia perché la sua acquisizione è successiva alla data presente sul documento contestato, sia perché la situazione inconsueta può influire sulla condizione psicologica dello Scrivente, il quale altera pertanto l’andamento della scrittura. 

Tali modificazioni grafiche possono – come si è detto – essere dovute all’emotività e all’agitazione del momento, oppure a una precisa volontarietà esercitata da parte dello Scrivente, il quale – nel caso sia l’autore del documento in verifica – cerca di modificare le strutture abituali della propria scrittura, sforzandosi di allontanarsi dai propri automatismi grafici.

Lavori & Consulenze

Un esempio di consulenza: 

IL TESTAMENTO OLOGRAFO
Prima di dare inizio alla relazione, è necessario essere a conoscenza della situazione personale del de cuius, ossia di una serie di elementi quali l’età alla presunta data di stesura del testamento, gli studi compiuti, la professione esercitata e – in modo particolare – la sua situazione di salute. E’ infatti noto che alcune patologie possono influire sull’andamento della grafia con diverse modalità, causando spesso, tra i vari elementi che caratterizzano il degrado grafico, l’anomalia esecutiva del tremore. Tale non dev’essere confuso con quello anomalo, redatto ad hoc e presente all’interno di un testamento apocrifo; il supporto di una cartella clinica può fornire al Consulente validi suggerimenti in merito all’iter involutivo grafico del de cuius e al sopraggiunto degrado.

Nel corso della sua analisi, il Consulente non deve dimenticare la possibilità che il Testatore non sia in grado di scrivere autonomamente – e pertanto l’eventualità della presenza di una mano diversa da quella del de cuius (mano aiutata, inerte e coatta). Successivamente si passerà all’analisi del supporto e del mezzo esecutivo non solamente attraverso l’osservazione immediata (ictu oculi), ma soprattutto attraverso la fase grafoscopica – mediata da IR, UV, strumentazione ottica ed informatica – la quale sarà supportata da illustrazioni dimostrative.

Infine saranno seguite scrupolosamente i punti previsti dalla Metodologia Peritale scelta dal Consulente fino a giungere a conclusioni. Nella fase preliminare di osservazione del testo in verifica sono presi in esame elementi quali – ad esempio – la sua disposizione, il rapporto testo/sottoscrizione sottoscritta, la modalità dell’a- capo, la posizione dei margini, l’andamento del rigo, la larghezza intervocabolo e interrigo, ecc. Sono inoltre poste in evidenza eventuali particolarità del contenuto che non riguardano solamente ortografia e sintassi, ma i caratteri patologici e quelli distintivi propri della grafia.

Curriculum Vitae

Curriculum vitae
Gli studi inerenti la materia grafologica hanno avuto inizio
* Nel 1980: con la frequenza biennale al Corso di Grafoanalisi presso il Centro Psicologico di Grafoanalisi di Torino.

* Nel 1981: ha conseguito il Diploma del Corso di specializzazione annuale in Interpretazioni Psicologiche della Scrittura presso il Centro Studi e Ricerche di Psicopedagogia “J.J. Rousseau” di Torino.

* Dal 1982 al 1985: ha frequentato il corso triennale di Psicologia della Scrittura presso l’Istituto Superiore di Psicologia della Scrittura di Torino, parallelamente al corso annuale di Perizia grafica tecnica e a base psicologica sempre presso il suddetto istituto. A tali studi sono seguiti numerosi corsi di aggiornamento in Perizia Grafica.

* Il 20.06.85: ha superato l’esame di Idoneità presso la C.C.I.A.A. di Torino, con conseguente iscrizione al Ruolo Periti ed Esperti (XXII – Attività varie – sub categoria 2 – Periti calligrafi);

* In data 30.04.86: è avvenuta la prima iscrizione all’Albo Periti grafici del Tribunale di Torino; nel 1993 e nel 1994 è stata rispettivamente iscritta all’Albo CC.TT. del Tribunale di Asti e di Acqui, con reiscrizione all’Albo torinese nel 1996.


* 06.02.89:  Attestato del Corso triennale di Psicologia della Scrittura presso l’Istituto Superiore di Psicologia della Scrittura di Torino;

* 1991-’92: Dichiarazione di frequenza al Corso di aggiornamento in Perizia Grafica presso l’I.S.F.E.S. di Torino;

* 1993: Iscrizione Albo CC.TT. del Giudice di Asti;

* 1994: Iscrizione Albo CC.TT. del Giudice di Acqui Terme;

* 1996: Reiscrizione Albo CC.TT. del Giudice di Torino.

* Negli anni 2006-2007: è stata nominata Esaminatore in Perizia grafica presso la C.C.I.A.A. di Torino. A seguito prima iscrizione all’Albo, ha lavorato – ed attualmente lavora – presso Tribunali (Sezioni Civile e Penale) e Procure del Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria.

A seguito prima iscrizione all’Albo, ha lavorato ed attualmente lavora presso Tribunali (Sezione Civile e Penale) e/o Procure del Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria.

Attestati

Attestati:
Ha conseguito numerosi attestati e diplomi in differenti discipline, tra cui
* Tecnica e Pratica giornalistica – Scuola di Giornalismo e Pubbliche Relazioni (Torino , corso biennale)
* Counseling in Reflecting – I.S.F.A.R. (Firenze , corso triennale
* Criminologia e Psicologia investigativa promosso dall’Università Pontificia Salesiana.

Dott. De Menech Delia

Perito Grafico Giudiziario
P.I. 07008480019
TORINO – v. Forlì 15 / b – 10143
Tel.fax:  011.4552233 – cell. 338.1335885
e-mail : coswar50@yahoo.it

laureata presso l’Università di Torino in :
* Materie Letterarie
* Pedagogia (Albo Pedagogisti I.S.F.A.R. n. 1231)
* Lingue e Letterature Straniere
* D.A.M.S.
* Culture Moderne Comparate.